Archivio delle rassegne

Arci Educazione Permanente Treviso
Cineforum:
150 anni d'Italia al cinema III: 1945-1965
Treviso, Cinema Aurora, Febbraio-Aprile 2012


La rassegna, alla 37° edizione, presso il Cinema Teatro Aurora, in via Venier a Treviso, presenta una selezione di opere di cinema d'autore. Ogni proiezione è preceduta da una breve presentazione. Ingresso gratuito con tessera Arci valida per l’anno in corso.


Informazioni e Iscrizioni

Ingresso gratuito (gli spettatori devono essere in possesso di tessera Arci 2012).
Altre informazioni presso Arci Treviso, via Bolzano 3, tel 0422 410590, fax 0422 411162.
Da lunedì a venerdì, ore 9.30-12.30 e 15.00-19.30; sabato ore 10.00-12.30.


 

In Rassegna

Ladri di biciclette
di Vittorio De Sica
italia 1948, b/n, 90’
con Lamberto Maggiorani, Enzo Staiola, Lianella Carell, Elena Altieri.

Antonio, un operaio disoccupato, trova impiego come attacchino municipale, ma la bicicletta di cui ha bisogno per lavorare si trova al Monte di Pietà e, per riscattarla, sua moglie Maria impegna le lenzuola. Dopo meno di un’ora di attacchinaggio, però, un ladruncolo ruba la preziosa bicicletta. Antonio tenta un inseguimento, ma non riesce a prenderlo e non gli resta che ritornare a casa in preda alla disperazione. Anche al Commissariato, dove denuncia il furto, non gli danno alcuna speranza. Nessuno si interessa al suo caso e Antonio inizia a vagare tra i rivenditori di biciclette accompagnato dal figlio Bruno di sei anni. Quando tra la folla intravedono il ladro, Antonio e Bruno iniziano a inseguirlo. In una Roma domenicale, i due trovano soltanto indifferenza e ostilità e, alla fine, in preda alla disperazione, ad Antonio non rimane che tentare il furto. Sarà solo il pianto del suo bambino a salvarlo dalla polizia. Tratto dal romanzo omonimo di Luigi Bartolini, rielaborato da Cesare Zavattini, è una delle migliori opere del neorealismo, lucida e attenta analisi della dura realtà del dopoguerra, e punto più alto della collaborazione tra De Sica e Zavattini dove si armonizzano sia la loro poetica del quotidiano - mostrando il mondo di miseria delle persone comuni - sia il loro amore per i personaggi che qui diventa vero senso di pietà. Un capolavoro tra Clair e Chaplin, pieno d’atmosfera e di delicate osservazioni d’ambiente. Un’elegia nata sotto il segno della grazia. Oscar 1949, Miglior film straniero. Nastro d’argento 1949, Miglior film, soggetto, regia, sceneggiatura, fotografia, musica. Festival di Locarno 1949, Premio speciale. Festival mondiale del film e delle arti del Belgio 1949, Gran premio. Premio British Film Academy 1950.

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