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Creare un "museo dell'arte moderna e delle sue fonti" era il sogno del collezionista americano Duncan Phillips che riuscì a dar forma alla
sua visione fondando a Washington il primo museo di arte moderna degli Stati Uniti.
La sua collezione, che risale al 1918 e fu aperta al pubblico prima del MoMa, Museum of Modern Art di New York, arriva già a toccare le 500
opere nel 1930.
La Phillips, di cui il Mart presenta 60 capolavori, è oggi uno dei piccoli musei più apprezzati. Un'esposizione unica, che per la prima volta
fa il giro del mondo, toccando Los Angeles, Tokyo e in Europa solo Parigi, oltre a Rovereto.
La raccolta mette insieme i risultati più alti dell'Impressionismo, da Renoir a Sisley, a Monet, ma Phillips - che ha continuato ad accumulare
capolavori fino agli anni '50 - ha acquisito anche le opere dei protagonisti dell'arte moderna: Van Gogh, Cézanne, Gauguin, Matisse, Braque,
Picasso, Klee, Kandinsky.
La mostra partendo dai "precursori della modernità" - Goya, El Greco, Corot, Ingres, Delacroix -, passa attraverso il "grande amore"
dell'Impressionismo, con Degas, Monet, Renoir, Bonnard, Sisley e le solitarie figure di Van Gogh e Cézanne, culminando nelle personalità che
hanno caratterizzato l'arte del '900, Klee, Picasso e Kandinsky.
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