Arci Educazione Permanente
Le Grandi Mostre: Guercino e Duccio
novembre 2003

L’iniziativa Le Grandi Mostre propone la visita alle più importanti mostre d’arte, Gallerie e musei italiani.
Il programma di novembre 2003 prevede le visite guidate alle mostre di Guercino, La poetica e il teatro degli affetti di Milano, e Duccio, Alle origini della pittura senese di Siena. Le visite guidate e le lezioni introduttive sono condotte dall’insegnante Francesca Magnano.

1 - Guercino
Lezione introduttiva: mercoledì 12 novembre 2003, ore 20.00.
Visita guidata: domenica 16 novembre 2003.

2 - Duccio
Lezione introduttiva: mercoledì 12 novembre 2003, ore 20.00.
Visita guidata: domenica 30 novembre 2003.

 

 

Informazioni e iscrizioni

Fino a mercoledì 12 novembre 2003, presso Arci Treviso, via Bolzano 3.
Dal lunedì al venerdì, ore 9.30 - 12.30, ore 14.30 - 19.30; il sabato ore 10.00 - 12.30; telefono 0422/410590 - fax 0422/411162.
Quota d’iscrizione Milano+Siena: € 85,00 comprensivi di lezione, biglietto d’ingresso per visite gyuidate, viaggi andata/ritorno (Milano+Siena) e Tessera ARCI 2004 (€ 80,00 soci ARCI 2003, obiettori e adulti sopra i 60 anni).
Solo Milano: 45,00 comprensivi di lezione, biglietto d’ingresso, viaggi andata/ritorno e Tessera ARCI 2004 (€ 40,00 soci ARCI 2003, obiettori e adulti sopra i 60 anni).
Solo Siena: 50,00 comprensivi di lezione, biglietto d’ingresso, viaggi andata/ritorno e Tessera ARCI 2004 (€ 40,00 soci ARCI 2003, obiettori e adulti sopra i 60 anni).

Milano
Guercino, La poetica e il teatro dei sentimenti
Palazzo Reale

Guercino, La poetica e il teatro degli affetti: una mostra importante con oltre cento opere, alcune inedite, appartenenti a una collezione riminese ritrovata di recente. Completano la ricca rassegna dipinti di autori coevi, come Ludovico Carracci, punto di riferimento ideale.
Artista di punta del seicento, il Guercino può essere considerato il pittore che diede voce ai "sentimenti" per il suo talento nel ritrarre gli stati d'animo e nel far "parlare" i personaggi, secondo i precetti pittorici del tempo che imponevano una maggiore adesione al vero, sia in senso morale, sia in senso visivo e percettivo.
Il titolo della mostra offre al visitatore la chiave di lettura per comprendere il percorso espositivo: il pittore di Cento è la voce migliore per interpretare la riforma avvenuta, dai primi decenni del '600, nella rappresentazione pittorica dei sentimenti: il Manierismo cede il passo a una raffigurazione più vera e sincera degli affetti, con una attenta introspezione psicologica.
La pittura sensuale e carnale che caratterizza molte opere del guercino, lasciò il posto dopo il 1630 a un maggior lirismo, secondo un passaggio legato a una forte crisi sentimentale che accentuò la sua religiosità, ma non gli fece smettere di dipingere amori e sentimenti. Semmai si avverte un'interpretazione più distaccata: le passioni vengono trattate in forme che anticipano, sul piano pittorico, la stagione del melodramma. L'opera del Guercino aveva già mostrato numerose affinità con il teatro: si pensi ai recitativi - presenti in una sezione della mostra: opere con personaggi ritratti a mezzo busto, che danno l'impressione di essere un teatrino domestico menre recitano una parte assegnata.

 

 

Siena
Duccio, Alle origini della pittura senese
Santa Maria delle Scale e Museo dell'Opera

La mostra Duccio, Alle origini della pittura senese raccoglie attorno a due capolavori di Duccio di Buoninsegna - la Maestà e la grande vetrata dell'abside del Duomo - un centinaio di opere, tra dipinti, miniature, sculture, oreficerie, per ricostruire il clima culturale di Siena tra Duecento e Trecento e testimoniare l'ampio raggio dell'influenza duccesca.
La mostra si articola in due sedi: il Museo dell'Opera, dove è collocato il suo capolavoro, l'imponente Maestà a due facce, originariamente collocata sull'altare maggiore del Duomo e poi smembrata nel 1771: la facciata anteriore, Madonna e Bambino con angeli e santi, collocata nellacappella di Sant'Ansano, il retro, con episodi della Passioni di Cristo, fu posto nella cappella di San Vittore. Solo nel 1878 la Maestà fu spostata nel Museo.
Le altre opere sono esposte al Santa Maria della Scala, grandioso complesso medioevale e tra i primi ospedali d'Europa, ora imponente centro espositivo, dove è in corso da tempo il delicato restauro della vetrata del Duomo, tra le più importanti in questa tecnica dell'italia medioevale, per la quale Duccio nel 1287 fornì il cartone preparatorio ed eseguì il disegno a pennello.
La mostra di siena oltre alle opere del maestro senese, presenta lavor di pittori ducceschi di prima, seconda e terza generazione, dal maestro di Badia a Bartolomeo Bulgarini. Una sezione importante è dedicata a Simone martini e ad Ambrogio e Pietro Lorenzetti, vissuti nella prima metà del Trecento, i cui primi lavori mostrano una chiara influenza della pitutra di Duccio. È stato ricostruito anche il contesto artistico della Siena dell'epoca: sono in mostra sculture, come un San Pietro di Giovanni Pisano e opere di oreficeria realizzate, tra gli altri, da Guccio di Mannaia, maestro orafo dell'epoca.