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Verona
Munch
Palazzo Forti
"L'
io e gli altri" è il titolo della grande mostra dedicata all'opera
di Edward Munch (1863-1944) ospitata nelle sale restaurate di Palazzo
Forti e Verona.
L'esposizione presenta circa 100 capolavori del grande artista norvegese
che ha legato il suo nome alla psiche tormentata della modernità.
Si tratta di un vero e proprio percorso antologico della sua opera, tracciato
attraverso le tipologie del ritratto e dell'autoritratto, che esprimono
la crisi esistenziale e l'energia espressiva di Munch.
L'incubo della ragione che esplode in una vera e propria conflittualità
con se stessa e con gli altri, scandisce l'intreccio dei sentimenti e
delle vicende che ne caratterizzano la vita. Non si dipingeranno più
interni con gente che legge o donne che lavorano a maglia. Si dipingeranno
uomini che vivono, soffrono, amano: da queste premesse Munch avvia una
delle più straordinarie rivoluzioni artistiche e culturali tra
la fine del XIX e l'inizio del XX secolo.
Tra le opere esposte spiccano, per fama e motivazioni psicologiche, quelle
legate a Tulla Larsen e quelle in cui l'artista segue passo passo l'evoluzione
esistenziale della propria vicenda umana fino all'ultimo, straordinario
autoritratto davanti all'orologio che contrassegna lo scorrere inarrestabile
del tempo. L'allucinazione e la nuda apparizione dei volti e delle figure
compongono un mondo in cui Munch, i suoi amici, i suoi committenti sono
catturati in una straordinaria vertigine dei sensi. Si può davvero
dire che con Munch inizia l'era delle tensioni moderne, dei sentimenti
forti, delle reazioni emotive non più trattenute dalle buone maniere
del dipingere ottocentesco, ma pronte a esplodere oltre i confini del
subconscio.
Lezione introduttiva: venerdì 30 novembre 2001, ore 20.00,
insegnante Stefano Coletto.
Visita guidata: domenica 2 dicembre 2001.
Andata: partenza in pullman dal piazzale della stazione ferroviaria
di Treviso alle ore 10.00.
Ritorno: arrivo a Treviso alle ore 17.30 circa.
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Lugano
Da Kandinsky a Pollock
Museo Cantonale dArte
La
Mostra raccoglie oltre 100 dipinti e opere su carta, provenienti da una
sessantina di prestatori tra musei, fondazioni, gallerie e collezionisti
privati.
Si apre con capolavori di Kandinsky, Klee e Prampolini realizzati attorno
al 1914, rappresentativi delle fondamentali riflessioni di questi artisti
sulle potenzialità espressive di forma, colore e materia. Fa seguito
una serie di straordinari lavori di Fautrier, Hartung, Dubuffet, Fontana
e Mirò degli anni Venti e Trenta, dipinti e disegni, attraverso
i quali gli artisti introducono, con grande anticipo, soluzioni formali
che diverranno fondamentali nella definizione di una nuova spazialità
e di un
nuovo rapporto con la materia pittorica. La sezione principale della mostra
si estende sino allafine degli anni Cinquanta, con opere di Fautrier,
Wols, Dubuffet, Hartung, Hoffmann, Tàpies, Michaux, Pollock, De
Kooning, Kline, Gorky, Tobey, Sam Francis, Rothko, Mathieu, De Staël,
Fontana, Burri, Capogrossi, Vedova e Morlotti.
L'esposizione esplora un passaggio cruciale nella ricerca pittorica del
secondo dopoguerra: il superamento della forma, fino alla sua dissoluzione.
Permette quindi di individuare ipotesi diverse riferite a un unico problema
centrale: attraverso quali modalità si sia reso possibile oltrepassare
i limiti imposti dalla nozione tradizionale di forma.
Informale, espressionismo astratto, action painting sono alcune delle
definizioni con cui si è tentato disistemare il manifestarsi di
una moltitudine di personalità che hanno saputo imprimere una svolta
radicale alla storia dell'arte del XX secolo.
Lezione introduttiva: mercoledi 12 dicembre 2001, ore 20.00, insegnante
Stefano Coletto.
Visita guidata: sabato 15 dicembre 2001.
Andata: partenza in pullman dal piazzale della stazione ferroviaria
di Treviso alle ore 7.00.
Ritorno: arrivo a Treviso alle ore 23.00 circa.
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