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La Galleria Palatina è l'esempio migliore delle quadrerie principesche dell'età barocca e illuministica. Nacque tra fine '700 e inizio '800,
con le opere medicee che non avevano trovato posto agli Uffizi e che Anna Maria Luisa, ultima dei Medici, aveva donato a Firenze nel 1741.
L'attuale allestimento risale alla prima metà dell'Ottocento: i dipinti occupano le pareti in sapienti simmetrie, finalizzate soprattutto ad
esaltare le bellissime cornici intagliate e dorate.
La raccolta, di circa 500 dipinti, comprende capolavori della pittura italiana ed europea,
soprattutto dei secoli XVI e XVII. Oltre al nucleo delle opere di Raffaello, di Andrea del Sarto e di Tiziano, sono presenti tutte le
personalità della scuola fiorentina, da Rosso Fiorentino a Pontormo, al Bronzino, esempi di scuola veneta del XVI sec., opere di Caravaggio,
Rubens, Van Dyck, Ribera, Salvator Rosa. Di particolare interesse, per la qualità e la rarità di questo collezionismo in Italia, le opere di
scuola olandese del XVII secolo. Le sale della Galleria prendono il nome dagli affreschi che ne decorano le volte; le prime cinque furono
dipinte da Pietro da Cortona (1641-47), le altre da artisti dell'Ottocento.
Di Tiziano sono presenti, tra le altre opere, Il Concerto, La Bella,
il Ritratto di Giulio II ed il Ritratto di Pietro Aretino; il Giovane Inglese e la Maddalena. L'insieme delle tele di Raffaello (il più cospicuo
in assoluto) permette di ripercorrerne l'intera produzione: dalla Velata, che rappresenta probabilmente la Fornarina, l'amata dell'artista, alla
Madonna del Granduca, ai ritratti di Agnolo e Maddalena Doni; inoltre la Madonna del Baldacchino, la Madonna della Seggiola e la Madonna
dell'Impannata. Sono presenti due opere chiave del Caravaggio: l'Amore dormiente e un Cavaliere di Malta, e le Tre età dell’uomo, capolavoro
di Giorgione.
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La mostra presenta, per la prima volta in Italia, 32 dipinti dalla collezione Guillaume: nucleo fondamentale del Musée de L'Orangerie di Parigi,
eccezionalmente concesso in prestito dal museo francese, temporaneamente chiuso per lavori di ristrutturazione.
Il percorso espositivo fornisce
gli strumenti per comprendere l'importanza storica e artistica dell'Impressionismo e il suo ruolo come "ponte" verso l'arte moderna. Cézanne e
Renoir, i due "poli" del movimento: Cézanne sistematico ricercatore della struttura formale dell'immagine, precursore ideale del cubismo e di
Picasso; Renoir esponente di punta di una pittura giocata sulla visione istantanea e sul valore espressivo della luce e del colore, anticipatrice
di Matisse e dei Fauves.
14 i dipinti di Cézanne, da Il pranzo campestre a Nel parco di Chateau, passando per le celebri nature morte degli anni
'80, fino ai ritratti della moglie dello stesso periodo. 16 le opere di Renoir, da Ragazze al piano, uno dei suoi pezzi più importanti e
celebrati, ai famosi ritratti di donne e alle nature morte, fino ai dipinti raffiguranti il figlio Claude. A queste, si aggiungono una tela di
Picasso e una di Matisse, anch'esse dalla collezione Guillaume. La figura di Paul Guillaume (1891-1934) è presa a modello per illustrare l'importanza
culturale del collezionismo: Guillaume fu critico, mercante e mecenate nella Parigi di Montparnasse ed ebbe la capacità d'individuare,
acquistandone le opere, i migliori modelli del passato (Cézanne, Renoir), per proporli come argomento di elaborazione e riflessione agli artisti
suoi contemporanei (Picasso, Matisse, Modigliani).
All'esposizione è abbinata la presentazione di un nucleo di circa 60 opere del patrimonio ottocentesco dell'Accademia Carrara, gran parte delle
quali mai esposte prima d'ora.
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