|
|
|
|
|
Incontri di
fotografia
Treviso, Aula Magna
Istituto Magistrale "Duca degli Abruzzi"
venerdì 11 maggio 2001, ore
20.30
Campagne fotografiche e ricerca artistica
intevengono:
Emmanuel Hermange
Critico
Maria Antonella Pellizzari
Conservatore Associato Dipartimento Fotografia del
Centre Canadienne D'Architecture di Montreal
William Guerrieri
Direttore Progetto Fotografico Linea di Confine, Reggio Emilia
venerdì 18 maggio 2001, ore
20.30
Le committenze fotografiche pubbliche nel Veneto
intevengono:
Sandro Mescola
Dirigente Cultura e Spettacolo Comune di Venezia,
Responsabile Progetti Fotografici Venezia-Marghera
Adriano Favaro
Direttore Archivio Fotografico della Provincia di Treviso
Guido Guidi
Fotografo
venerdì 25 maggio 2001, ore
20.30
Paesaggio città
intervengono:
Olivo Barbieri
Fotografo
Gabriele Basilico
Fotografo
|
| |
|
Fratelli
Alinari
La
ditta nasce nel 1854 a Firenze, quando nello studio di Leopoldo Alinari
entrano a far parte anche i fratelli Giuseppe e Romualdo. Il primo catalogo,
in lingua francese, recante l'intestazione "Fratelli Alinari-Photographe,
Editeurs" comprende una serie di fotografie di palazzi, monumenti,
piazze. La ditta ha sede in via Cornina a Firenze, e la sua produzione
viene commercializzata da Luigi Bardi; in questo periodo i cartoni di
supporto alle fotografie portano inciso il timbro a secco " Fratelli
Alinari, presso Bardi". Durante la gestione di Giuseppe e Romualdo
Alinari la ditta accentua la propria funzione di documentazione dei capolavori
d'arte, mentre le vedute e le foto di paesaggio rimangono piuttosto in
subordine. È il periodo in cui lo studio vive il momento di massima
notorietà. Attualmente, al nome Alinari è legato il Museo
di Storia della Fotografia, presso Firenze, una delle poche istituzioni
museali italiane dedicate interamente alla fotografia.
|
 |
|
Olivo
Barbieri
Inizia a fotografare nel 1971,
periodo in cui frequenta il D.A.M.S. all'Università di Bologna.
In questi anni intensifica il suo interesse per la fotografia, in particolare
conducendo ricerche sul colore e sul paesaggio antropizzato. Attivo partecipe
degli sviluppi della fotografia italiana contemporanea, dai primi anni
'80 è presente nelle più importanti campagne di documentazione
territoriale in Italia. Da una decina d'anni approfondisce i temi della
luce artificiale, del paes-aggio e dell'architettura nel loro particolare
rapporto con la notte. Dal 1989 compie regolari viaggi in Cina, paese
di cui studia contemporaneamente i segni della tradizione e le affinità
con la cultura occidentale. Nel 1993, unico italiano, partecipa al Mission
Photographique Transmanche lavorando nella zona ex-frontiera franco-belga.
Nel 1996 il Folkwang Museum di Essen gli dedica una importante retrospettiva.
|
 |
|
Gabriele Basilico
È tra i nomi più celebri a livello internazionale
della fotografia contemporanea. Di formazione architetto, si dedica alla
fotografia dalla fine degli anni '70. Ha pubblicato numerosi volumi, tra
i quali vanno ricordati "Porti di Mare" e il recente "Cityscapes".
Negli anni '80 ha partecipato all'importante Mission Photographique de
la DATAR. Nel 1996 ha ricevuto il premio Osella d'oro alla Biennale di
Venezia per la miglior fotografia nel campo dell'architettura contemporanea.
|
 |
|
Giacomo Caneva
Pittore veneto di
Padova, si trasferisce a Roma nel 1838 per rimanervi poi definitivamente.
È del 1847 una sua calotipia del Tempio di Vesta datata e firmata.
Negli stessi anni, attorno al 1850, fa parte del circolo romano di fotografia
animato dal pittore Flacheron. Contemporaneamente fa della fotografia
la propria attività professionale come risulta dal libro delle
uscite del calcografo fotografo romano Tommaso Cuccioni. È del
1855 un trattato pratico sulla fotografia del Caneva. Nel 1864 redige
l'inventario del materiale fotografico dello studio Cuccioni.
|
 |
|
Giovanni
Chiaramonte
Nato
nel 1948 a Varese. Dopo aver curato la mostra e il volume "Fotografia
Europea Contemporanea", in cui presenta nel 1983 i più importanti
autori della sua generazione, si dedica dapprima alla relazione tra luogo
e identità dell'uomo con i volumi "Giardini e Paesaggi"
(1983) e "Penisola delle Figure" (1993). Affronta poi in due
momenti il tema e il dramma essenziale delle radici e del destino dell'Occidente
in "Terra del Ritorno" (1989) e in "Westwards" (1996).
Un'elegia e un viaggio di ritorno a Gela (città dei suoi genitori)
nei tempi e nei luoghi del Mediterraneo è "Ai confini del
mare" (1999). Nel 2000 per la Triennale di Milano espone e pubblica
"Milano. Cerchi della città di mezzo".
|
 |
|
Luigi Ghirri
È nato nel
1943 a Scandiano (Reggio Emilia) ed è morto nel 1992. Tra i più
influenti fotografi d'Europa, ha iniziato a fotografare nel 1970, lavorando
soprattutto con artisti concettuali. Ghirri ha svolto anche un ruolo importante
nell'organizzazione di mostre, tra le quali "Iconocittà",
"Viaggio in Italia", "Esplorazioni sulla via Emilia".
Dal 1983 si è concentrato sulla fotografia dell'architettura e
del paesaggio italiano. Ha lavorato anche per la sezione architettura
della Biennale di Venezia diretta da Aldo Rossi e per la Triennale di
Milano. Tra i suoi libri figurano "Paesaggio Italiano/Italian Landscape"
e "Il profilo delle Nuvole".
|
 |
|
Guido Guidi
Ha studiato all'Istituto
Universitario di Architettura di Venezia, seguendo i corsi di Bruno Zevi,
Carlo Scarpa e Mario De Luigi e al Corso Superiore di Disegno Industriale
di Venezia. Dal 1970 lavora come fotografo presso lo I.U.A.V. La sua ricerca
inizia nel 1968 e da anni sviluppa una originale e innovativa ricerca
sul paesaggio rurale, industriale e urbano, tra le più significative,
sia in Italia che in Europa. Nel 1989 partecipa, unico italiano con Paolo
Gioli, alla mostra "L'invention d'un art", Centre G. Pompidou,
Parigi. Ha partecipato a numerosi incarichi pubblici e ha realizzato per
il Canadian Centre for Architecture di Montreal una ricerca sull'opera
di Carlo Scarpa.
|
 |
|
Robert Macpherson
Nato nel 1811 a Edimburgo, dopo aver
abbandonato le professioni di chirurgo, pittore e antiquario si trasferisce
a Roma, dove nel 1851 debutta come fotografo. Nel '53 ottiene dal Ministero
del Commercio il brevetto di un suo "metodo col quale ottenere fotograficamente
sulla pietra litografica e per lastre metalliche un disegno, dal quale,
mediante il processo litografico ordinario, può tirare un numero
indefinito di copie". Il Gernsheim, giustamente, lo considera uno
dei più illustri fotografi d'architettura e di scultura della storia
della fotografia, attribuendo alle sue riprese un'alta qualità
poetica che lo eleva dal rango di semplice riproduttore.
|
 |
|
Carlo Naya
Approdato a Venezia nel 1857, dopo
un lungo tour nel Mediterraneo, Naya (1816-1882) si distinse soprattutto
per le sue vedute di Venezia che, nei primi anni, commercializzò
presso l'ottico svizzero Carlo Ponti. Nel 1865 eseguì una campagna
fotografica sugli affreschi di Giotto e Mantegna a Padova e, probabilmente
nello stesso periodo, fotografò anche i più importanti monumenti
cittadini. Dal 1868, Naya ingrandì l'attività e, liberandosi
dei contatti con Ponti, trasportato il negozio in Piazza San Marco, diventò
in breve tempo lo stabilimento fotografico più importante del Veneto
e uno dei maggiori d'Italia.
|
 |
|
Giorgio Sommer
Inizia a fotografare
giovanissimo, all'età di 16 anni. Nel 1857 apre uno studio a Napoli,
dove si sposa e dove vivrà poi tutta la vita, spostandosi soltanto
per i vari servizi fotografici che lo vedono attivo un po' dovunque in
Italia e anche in Austria e Svizzera. Si dedica prevalentemente alla veduta,
alla documentazione dell'opera d'arte, all'archeologia e alla fotografia
di genere.
|
 |
|
Piero Delucca
Piero Delucca, nato a Rimini, ha
studiato Fisica e Letteratura presso l'Università di Bologna. Si
occupa da tempo di fotografia ed in particolare, verso la fine degli anni
80, del problema della descrizione del territorio, attraverso l'utilizzo
del grande formato fotografico ha partecipato a Palazzo Fortuny, Venezia,
alla mostra L'Insistenza dello sguardo (1989). Successivamente ha realizzato
due progetti: Technicon Diagnostics (1992-93) EI Tecnico del Dialogo (1993-95).
A questo periodo fanno riferimento le mostre Fotografia Italiana anni
90 alla Fondazione Corrente di Milano e Il Tecnico del Dialogo alla Fotogalerie
Rathaus di Graz. Nel 1996 realizza Continental Breakfast (progetto ancora
aperto). Del 1997 è Punto zero. Opera di Controllo. Ha curato il
progetto INTENSIVE, Una scena ultimativa, lavoro articolato in più
fasi sulla Fotografia Italiana contemporanea, che raccoglie le esperienze
di numerosi autori italiani in rapporto con le "nuove" tecnologie.
|
 |
|
Moreno Gentili
È nato a Como nel 1960. Studia
Fotografia presso l'Umanitaria di Milano. Nel 1987 vince il premio nazionale
per la Fotografia "Vincenzo Carrese". Nel 1987 espone alla Biennale
Giovani d'Arte Mediterranea. Nel 1992 vince il premio nazionale "Franco
Pinna" per la Fotografia. Ha pubblicato diversi volumi tra cui Rivedute
Veneziane nel 1993; Habitat nel 1995; Nuovo Mondo Mondo Nuovo nel 1998,
In linea d'aria nel 1999. Ha esposto in Italia e all'estero in mostre
personali e collettive. Sue fotografie sono presenti in collezioni pubbliche
e private. Nel 1998 la Triennale di Milano gli dedica una mostra personale
in seguito all'esposizione presso i "Rencontres International de
la Photographie" di Arles (Francia) del progetto dedicato all'Intelligenza
artificiale Nuovo Mondo Mondo Nuovo. Nel 1999 inaugura a Torino "Artissima"
con la video-installazione Horror Vacui. Nel 2000 partecipa con una video-installazione
presso la Fondazione Ado Furlan di Spilimbergo alla mostra collettiva
Video-proiezioni con Franco Vaccari, Walter Niedermayr, Marina Ballo Charmet.
|
 |
|
William Guerrieri
È nato a Reggio Emilia nel
1952. Direttore del progetto di Linea di Confine, è anche autore.
Presente dagli inizi degli anni '90 nelle più significative manifestazioni
europee, va segnalata la sua presenza nel progetto "Venezia-Marghera.
Fotografia e Trasformazioni nella città contemporanea" presentata
alla Biennale di Venezia del 1997 e successivamente al C.C.A. di Montreal.
Ha pubblicato diversi volumi tra i quali "Oggi nessuno può
dirsi neutrale" (1998). Sue opere sono presenti presso le collezioni
pubbliche di: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; C.C.A. Montreal;
Biblioteque Nationale de France.
|
 |
 |
|
Walter Niedermayr
Inizia la sua attività come
fotografo della provincia autonoma di Bolzano, ma la sua ricerca assume
un valore prettamente "artistico" fino a ottenere nel 1995 l'European
Photography Award. La sua opera è stata ampiamente esposta in molte
mostre internazionali, tra cui Mai de la Photo di Reims (1993), Museum
of Photography di Helsinki (1994), Corderie dell'Arsenale, Biennale di
Venezia (1995), Prospect '96 a Francoforte (1996), Kunsthalle a Vienna
(1997) e in importanti sedi espositive in Europa e negli Stati Uniti.
|
 |
 |
|
Francesco
Raffaelli
È nato a Cesena,
dove studia fotografia con Guido Guidi. Ha esposto in Italia e in Europa
e nel 1995 viene presentato al Padiglione Italia della Biennale di Venezia.
Sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche, tra cui il Cabinet
des Estampes de la Biblioteque National a Parigi. Autore in assoluto tra
i più significativi delle ultime generazioni, Raffaelli lavora
da anni a un intenso e poetico progetto di "sguardo" sul rapporto
tra società e ambiente.
|
 |